Christophe Michalak apre il suo ultimo libro ...La Crème des Patissiers....con Pierre Hermé. E lo chiude con lui. Con Angelo Musa.
In mezzo, la Pasticceria francese. 
Come se questi due Patissiers avessero allargato le braccia ad accogliere e proteggere i Patissiers e far risaltare la meraviglia che ci regalano con il loro  "savoir faire".

Scrive di lui Michalak: Angelo e' un super pro, la crème de la crème! Il a la technique, le talent, la patience.Sans compter que tout le monde l'aime....Son nom le caractèrise bien: ce type est un ange!

Campione del Mondo nel 2003 con un entremet che Michalak dice sia uno dei piu' belli che lui abbia mai visto in tutta la sua vita...le  mitiche ali di farfalla la cui ombra si rifletteva nel dessert....E poi MOF nel 2007...

Quando ho letto del corso che lui... Angelo Musa....avrebbe tenuto in Italia non ci ho pensato un solo attimo. E sono andata. Per poi  tornare a casa, ricca di tecniche, ricette, preparazioni e non solo. 
In ogni gesto , Angelo Musa ha dispensato eleganza. Personalità. Bontà d'animo. Sensibilità. Senso dell'umorismo. Umiltà.
Sono nati dolci buoni. E bellissimi. Ma nessuno si è stupito del risultato tanta è stata la cura e l'amore nel prepararli.

E' stato un corso bellissimo. E quando succedono queste magie , lo si deve anche alla casualità della vita che ha riunito per due giorni persone che sei certa faranno in qualche modo parte del tuo presente e del tuo futuro. Eleonora (SuperWoman), Sergio ( determinato e assorto) , Sonia ( l'amica sconosciuta e poi conosciuta), Davide ( l'italiano- londinese pura dinamite), Mirko ( compagno di creme), Deborah ( perchè non l'ho conosciuta prima ?), Federica ( segnatevi questo nome...),  Daniele ( il compagno che ho abbracciato di piu'...fa parte della mia famiglia) e Manuel ( e' esattamente come ho sognato che fosse ...)
Ognuno di noi ha dato molto di sé stesso. E ognuno di noi ha fatto in modo che il corso di Angelo Musa diventasse il corso da ricordare. Abbiamo trascorso insieme due giorni indimenticabili in cui la passione per la pasticceria si è intimamente unita alla vita. Al nostro presente. A quello che sogniamo per il futuro. 

Un corso che non vedi l'ora di tornare a casa e provarci.
Venerdi è arrivato...sabato ci ho provato....ed eccolo il mio primo dessert "musiano"...Certa certissima che sarà solo il primo e che io questo Patissier lo seguirò sempre anche da lontano..
Che questi tesori hanno da essere custoditi, ammirati e accarezzati con il cuore e con gli occhi....



Finger Chocolat-Caramel
( liberamente estratto dal corso in Hangar 78 di Angelo Musa)








Per un quadro da 20x20 x 4.5
Finger: 4x10x4

Il Finger si compone di:
Croustillant chocolat
Biscuit chocolat
Caramel
Crémeux au chocolat
Glaçage gourmand
Chantilly noire


Croustillant Chocolat

57 g di cioccolato al 62%
30 g di burro
83 g di pralinato alle nocciole
260 g di streusel al cacao*
27 g di feuilletine ( o gavottes)
1.2 g di fior di sale

Fondere il cioccolato. Unire il burro fuso, il pralinato, il sale e lo streusel ridotto in briciolame fine. Per ultimo, il feuilletine. Mescolare con cura. Distribuire il croustillant su un foglio di carta da forno all'interno di un quadro 20x20 ad uno spessore di circa 3 mm. Congelare.

Dosi per lo streusel cacao

70 g di farina debole
11 g di cacao
85 g di mandorle tostate con la pelle ridotte in farina
85 g di zucchero di canna
85 g di burro
1.2 g di fior di sale
1.2 g di bicarbonato di sodio

Unire tutti gli ingredienti. Lavorare con la foglia fino ad ottenere un composto omogeneo. Passare al setaccio grosso ed infornare a 140°C per 20 min a valvola chiusa (sportello del forno chiuso) e 20 min a valvola aperta ( sportello del forno con spessore).
A fine cottura, pesarne 260 g.

Biscuit chocolat

100 g di uova intere

46.5 g di tuorli
26 g di zucchero semolato
40 g di zucchero invertito ( o miele d'acacia)
76 g di burro
50 g di cioccolato al 62%
9 g di olio di riso
16 g di cacao in polvere
46 g di farina debole

Montare le uova e  i tuorli con i due tipi di zucchero fino ad avere una montata chiara e soffice. Setacciare la farina con il cacao ed unirli alla montata. Fondere il cioccolato, unire il burro fuso e l'olio. Aggiungere una cucchiaiata di montata a questo composto di cioccolato ed amalgamare. Incorporare il composto alla prima montata lavorando con cura dall'alto verso il basso. Distribuire  su un silpat ad un'altezza di circa 2 cm ed infornare a 160°C per circa 15 min. Al termine, coppare un quadrato di 20x20 cm servendosi dell'apposito quadro.
Ancora caldo, appoggiare il quadrato di croustillant congelato calcando bene per farlo aderire. Conservare al freddo.Al momento, riprendere il biscotto e rovesciarlo all'inverso in modo che il croustillant faccia da base. Inserire di nuovo dentro il quadro.

Caramel

125 g di zucchero semolato
125 g di sciroppo di glucosio185 g di panna al 35% di grassi 
25 g di preparazione gelatina ( 3.5 di gelatina 200 Bloom + 21.5 di acqua)
61.5 g di burro
1/2 bacca di vaniglia
1.5 g di fior di sale

Unire la vaniglia alla panna. Lasciare in infusione per 30 minuti; poi, togliere la bacca, ripesare e portare al bollore. Far sciogliere lo sciroppo di glucosio; unire lo zucchero semolato in piu' volte fino ad ottenere un caramello biondo. Portare a 185°C. Decuocere con la panna caldissima e ricuocere a 112°C. Togliere dal fornello. aggiungere il burro, il sale e la gelatina .Mixare bene e versare sul biscotto ad uno spessore di 0.4-0.5 mm.

Riporre al freddo.

Crémeux au chocolat

210 g di latte
210 g di panna liquida al 35% di grassi
45 g di zucchero invertito ( o miele d'acacia)
90 g di tuorli
135 g di cioccolato al 72%
75 g di cioccolato al latte
1 bacca di vaniglia

Realizzare una crema inglese. Versarla ancora calda sulle coperture di cioccolato. Attendere pochi minuti e poi mixare con un minipimer ad immersione. Versare sul caramello ad uno spessore di circa 6-7 mm. Conservare in frigo per circa un'ora poi congelare.


Glaçage gourmand

500 g di cioccolato al latte
60 g di olio di riso*
125 g di granella di nocciole tostate

Fondere il cioccolato. Unire l'olio e la granella di nocciole. Verificare la consistenza della glassa ed eventualmente aggiungere circa 20 g d'olio in piu' ( tutto dipende dalla fluidità del cioccolato)
*** Si puo' usare l'olio di semi di vinaccioli, che anzi è il piu adatto. Ma si trova con difficolta'. Va bene anche un olio di arachide

Chantilly noire

56 g di latte
56 g di panna liquida al 35% di grassi
10 g di sciroppo di glucosio
10 g di zucchero invertito ( o miele d'acacia)
90 g di cioccolato al 70%
200 g di panna liquida al 35%di grassi, ben fredda

Scaldare latte e panna. Aggiungere gli zuccheri e versare sul cioccolato tritato. Attendere pochi minuti e poi mixare . Aggiungere la panna freddissima e mixare ancora. Coprire con pellicola a contatto e conservare in frigo per una notte.


Preparazione

Estrarre il dolce dal congelatore. Tagliare in senso orizzontale a metà e poi ritagliare con lama calda i rettangoli del dolce. Scaldare il Glaçage. Mettere due stecchi di legno ai lati del rettangolo ed immergere nella glassa fino al bordo superiore. Raschiare la base lungo il bordo della ciotola. Sistemare su teglia. Eliminare gli stecchi. Montare la chantilly ed inserirla in sac à douille con beccuccio a goccia. Procedere alla decorazione. Rifinire con polvere d'oro e carta oro alimentare.
Sono passati ormai parecchi mesi dal giorno in cui sono salita su per le scale dell'edificio del Cordon Bleu, a Parigi...

Ci ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto frequentare una lezione...e il fatto che fosse libera solo la Masterclass su di essi l'ho presa come un segno positivo. A dire il vero, c'erano tantissimi argomenti in calendario ma era estate, era agosto e quella l'unica classe per me possibile. Ma devo dire che forse l'avrei scelta comunque....

E' stata una lezione indimenticabile. Per l'ambiente. Per il Maestro presente, per l'organizzazione. Per i compagni di corso che venivano da ogni parte del mondo. E io....io sono capitata con un caro ragazzo della mia isola....e anche questo è stato veramente un segno....


Il tempo è passato. Nel frattempo, il forno ha incominciato a fare le bizze e mi sono dovuta inventare mille strategie per recuperare i miei macarons di sempre. 
Ieri, tra l'altro, ho proprio rischiato. Forno , albumi diversi dal solito, umidità in cucina come non mai...ma non mi sono fatta convincere a desistere.
E alla fine..è andata!

Ho tirato fuori una crema di marroni comprata a Parigi....ho visto un cestino di bei mandarini e mi sono ricordata del Mont Blanc di Claire Heitzler....un dolce che mi ha fatto fare pace con le castagne che nei dolci non ho mai amato moltissimo.

Per cui, ecco il mio Mont Blanc Macaron! e che inverno sia....



Mont Blanc Macarons






Per 40 macarons da 3.5 cm 

200 g di farina di mandorle
200 g di zucchero a velo
74 g di albumi 

Per la meringa italiana

200 g di zucchero semolato
66 ml di acqua
74 g di albumi
20 g di zucchero


Note preliminari: la ricetta eseguita al Cordon Bleu è identica nella grammatura a quella da sempre da me utilizzata. In questo caso ho sostituito gli albumi vecchi con gli albumi liottizzati di questa marca che si sono rivelati veramente idonei per ottenere il risultato.

Far scaldare la farina di mandorle in forno per 10 minuti alla temperatura di 150°C. Far freddare e unirla allo zucchero al velo. Versare il TPT (tant pour tant= pari peso di zucchero e farina di frutta secca) in più riprese in un mixer ed azionarlo alla massima velocità per 5 secondi.
Setacciare le polveri mediante l'impiego di un setaccio in acciaio a maglie finissime ed eliminare i granuli più grossolani.
Preparare le teglie disponendo sul fondo anche dei gabarit, cioè dei fogli con impresse le dimensioni delle forme dei macarons che si vogliono fare. Ciò permette di farli tutti uguali e di averli tutti regolari ottenendo un buon risultato sia in cottura che al momento della decorazione. Sopra i gabarit, ritagliare un foglio di carta bisiliconata che certamente agevolerà il distacco dei macarons dopo la cottura.

Preparazione dell'impasto

Setacciare la farina di mandorle con lo zucchero al velo.Aggiungere i 74 g di albumi e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Se si vogliono colorare, e' questo il momento: cioè aggiungere il colorante agli albumi in modo da dissolverlo bene.
Versare lo zucchero semolato in una casseruola e bagnarlo con l'acqua. Far raggiungere la temperatura di 110°C. Nel contempo, mettere  74 g di albumi  in una ciotola e con una frusta " romperli"  facendoli schiumare aggiungendo progressivamente i 15 g di zucchero semolato.
Quando lo sciroppo è pronto e ha raggiunto i 113°C, diminuire la velocità dell'apparecchio in cui stanno montando gli albumi e versarlo a filo sulla parete della ciotola.
Fate  montare fino ad avere una meringa lucida. Controllare la temperatura e bloccare la lavorazione quando si raggiunge la T di 40°C. La meringa non si presenta soda , deve restare a bec d'oiseau ma morbida. 
Macarronage: aggiungere all'impasto una cucchiaiata di meringa e ammorbidirlo. L'impasto deve perdere la sua consistenza e acquisire morbidezza. Aggiungere il resto dela meringa e lavorare dall'alto verso il basso ruotando la ciotola. Il tempo della lavorazione non è lungo, ci vogliono pochissimi minuti. Controllare sempre la struttura dell'impasto sollevando la spatola e guardando se cade in modo regolare . Non deve essere troppo pesante nè troppo fluido.
Rivestire di carta bisiliconata delle teglie per biscotti. Deporre agli angoli delle teglie un po’ di impasto in modo da far aderire perfettamente la carta ed ottenere delle forme regolari. Versare l'impasto all'interno di una sac à poche con beccuccio liscio (da 11)  e deporre dei bottoncini di pasta distanziandoli in quanto il macaron tende a diventare un po' piatto.
Volendo, far fare un croutage ( un'asciugatura) di circa 30 minuti ma volendo, si puo' anche omettere.
Accendere il forno a 145°C verificando la temperatura con un termometro e infornare la teglia per circa 15 minuti. Stavolta, sono ritornata ad inserire nel forno una teglia vuota che diventa calda durante il raggiungimento della T. Su questa, dovra' essere poggiata la teglia con i macarons. Il tipo di cottura consigliato è il ventilato: l'ideala sarebbe modulare la velocità di ventilazione portandola quasi a zero ma nei forni casalinghi questo non è possibile.
Estrarre la teglia, togliere il foglio dei macarons e deporlo su un ripiano fino al completo raffreddamento.
Staccare i dolcetti  e provocare con l'indice un piccolo affossamento in modo da permettere la deposizione ottimale della farcitura.



Per la mousse aux marrons
( liberamente estratta da Claire Heitzler Patissière)

225 g di panna fresca semimontata al 35% di grassi
1 bacca di vaniglia
250 g di crema di marroni
4 g di gelatina 160 Bloom
50 g di pasta di marrons glacés

Idratare la gelatina con 20 g d'acqua. Poi, scaldarla velocemente al micro-onde. Scaldare brevemente anche la crema di marroni, aggiungere la gelatina e lavorare per avere una crema uniforme. Aggiungere anche la pasta di marrons glacés e la panna. Far riposare in frigo per tutta la notte. 


Per il confit d'agrumi
( liberamente estratta da Michalak Masterbook)

200 g di polpa di mandarini
due cucchiai di confit d'orange
un cucchiaio di succo di yuzu ( in alternativa, lime)
scorza di un limone
20 g di sciroppo di glucosio
2 g di pectina NH mescolata ad un cucchiaino di zucchero semolato

Versare la frutta in una casseruola , unire lo sciroppo di glucosio e scaldare fino a circa 40-50°C. Unire la pectina e mescolare portando al bollore. Far bollire per circa 5-7 minuti. Poi, coprire con pellicola e conservare in frigo.


Preparazione

Sistemare i gusci su di un piano. Spatolare la mousse con una marisa e inserirla in una sac à poche con beccuccio liscio. Velare la superficie con una nocciola di impasto e inserire all'interno una punta di confit d'agrumi. Ricoprire il confit con la mousse e chiudere con il secondo guscio. Spolverizzare i macarons con zucchero a velo. decorare con una punta di pasta di marrons glacés e un piccolo bastoncino di meringa. Si possono farcire e gustare entro 6 ore perchè la farcitura è molto morbida e rende i macarons umidi e soffici.


In questi giorni ho ripetuto varie volte la preparazione della pasta Babà....

Ho rivisto varie ricette. Molti video. Scambiato pareri e letto e riletto le ricette di diversi Pasticceri. Di alcuni, ho già provveduto ad infilare un post-it colorato in modo da non dimenticarmi che alla prima serata libera ho di che sperimentare...
Una delle ultime volte, ho colato la pasta in uno stampo a semisfera.
Tra i libri , uno dei miei preferiti è il Masterbook di Christophe Michalak. A mio avviso è un ottimo testo: le ricette sono assolutamente gestibili, le dosi esatte e gli ingredienti facili da reperire. In aggiunta....cosa non meno importante...la bontà è assicurata!

Questa ricetta aveva il suo post-it da tempo. 
Avevo anche sperimentato la lavorazione in robot ma non mi aveva convinto. Di certo ho sbagliato qualcosa ma non riesco a capire cosa...dato che da altre fonti ho potuto sapere che il risultato e', invece, positivo..
Ci riprovero', prima o poi..

Intanto, adesso le mie sfere di babà sono pronte. Le ho congelate da cotte e ben raffreddate e oggi, finalmente, tolte dal congelatore, sono andate dritte in bicchiere...

Ho provato anche la forma quadrata. Se si ha l'accortezza di stabilire bene la dose di impasto all'interno dello stampo in silicone...mai piu' di 1/3....e di mettere una teglia sopra lo stampo...direi che non si incorre in alcun problema....

Di questo dolce, oltre al resto mi sono innamorata della bagna. Ma cosi tanto entusiasta che non ho potuto fare a meno di inzupparci un Babà "normale".....

Ma eccovi la mia spiegazione sul dolce della domenica....


Autour de: Kosmik Babà Cool...de Marie
( estratto da Michalak Masterbook)









Pasta Baba'

Tutto cio' che riguarda la preparazione dell'impasto per le sfere di babà lo potete trovare in questo post
L'unica cosa che aggiungo è che l'impasto da colare nelle semisfere è veramente pochissimo. Per cui, sarebbe meglio inserire la pasta all'interno di una sac à poche munita di beccuccio lisco e sprizzarne circa 1/3 della capacità dello stampo. Per "tagliare" l'impasto è opportuno bagnare l'indice con acqua fredda in modo che possa essere facilmente staccato dal beccuccio. I tempi di cottura sono minimi. Io ho girato la "pallina" durante la cottura perchè il silicone non colorava in modo uniforme la sfera.


Per lo sciroppo

* Ho leggermente variato la quantità di zucchero dello sciroppo . Lo mettero' tra parentesi

500 g d'acqua
75 g di zucchero ( 250 g)
un pezzetto di cannella
scorza di un limone
una bacca di vaniglia
150 g di succo del frutto della passione

Preparare lo sciroppo due-tre giorni prima in modo che vengano fatti emergere tutti i profumi.Scaldare l'acqua con lo zucchero fino a farlo sciogliere. Aggiungere gli agrumi, la cannella e la vaniglia. Coprire e far raffreddare. Al momento dell'uso, aggiungere il succo di frutta e scaldare a 50-60°C. 


Composta di frutti esotici

120 g di mango
120 g di ananas
100 g di kiwi
40 g di purea di mango
scorza di lime

Al momento, ridurre in brunoise la frutta. Aggiungere la scorza del lime e la purea di mango.


Chantilly Ivoire Vanille

250 g di panna fresca al 35% di grassi
una bacca di vaniglia
50 g di cioccolato bianco Ivoire Valrhona

La sera prima, scaldare la panna. Aggiungere la polpa di vaniglia e versare il tutto sul cioccolato. Far sciogliere per pochi minuti quindi mixare con il mixer ad immersione. Coprire con pellicola e conservare in frigo. Al momento, montare la crema in chantilly e inserirla in una sac à poche con beccuccio rigato.

Presentazione

Sistemare i bicchieri su un piano. Versare all'interno circa 40 g di composta di frutta. Aggiungere un cucchiaio di sciroppo. Bagnare i babà, farli riposare due minuti e poi inserirli sulla composta, due per bicchiere. Sprizzare la chantilly sopra i babà. Decorare con scorza di lime e carta argento alimentare.


Se qualcuno mi dovesse chiedere perchè io abbia pensato di fare il Babà.....non ho risposte.


L'avevo in testa da sempre ma diciamo che la spinta decisiva l'ha sferrata Maurizio Santin con il suo savarin presentato alla cena di gala del WPS n.1 a Milano....e quel Babà au mètre di Christophe Michalak che guardo ogni tanto sospirando.

E' stato come iniziare un viaggio verso un paese a tratti completamente sconosciuto. E molte delle caratteristiche che applico nel fare i miei dolci....qui sono saltate per aria. La non /o scarsa conoscenza delle giuste modalità di lavorazione, la tipologia degli ingredienti da usare, le temperature, i tempi....tutto come iniziare da zero. L'impasto guida la lavorazione che si sceglie di fare e la difficoltà maggiore è stata quella di unire alla lettura della ricetta la capacità di guardare la pasta e comprendere quando fermarsi, quando aumentare la velocità della lavorazione, quando decidere di non seguire perfettamente la ricetta....
Insomma, un viaggio. 

Ho fatto due impasti diversi. Entrambi validissimi e suscettibili di essere sbagliati solo per le mie esegue conoscenze sui lievitati.....Nel primo, ho fatto moltissimi errori ma ho ottenuto un babà che non era male al gusto ...una buonissima e bella spugna ma assolutamente non corrispondente all'alveolatura di un vero babà. 
Poi, ci ho ritentato. Con piu' calma e infarcita di tutti i consigni e pareri avuti da amici esperti.
Ho eseguito un altro impasto ma la cosa importante è stata la correzione degli errori fatti la prima volta. 

Quindi, il primo passo è stato fatto. Adesso, si legge, si modifica, si osserva, si sperimenta.
Che la strada è appena cominciata.....

Babà...

Prima di riportare le ricette sperimentate, devo segnalarvi dei links utilissimi se si vuole cominciare a fare il babà.

Teresa De Masi: Non credo che ci sia persona che non la conosca. Che non conosca Gennarino e Scatti Golosi. Le avevo promesso che prima o poi ci avrei tentato. Glielo dovevo. La lettura ripetura dei suoi post è stata fondamentale. I suoi consigli e le sue osservazioni sono state determinanti. La devo anche ringraziare per la fiducia, l'amicizia, la critica costruttiva e paziente che mi ha elargito in questa occasione ma che non è mai mancata anche in altre circostanze.
Eccoli!
Ricetta del Babà Napoletano
Ricetta e Video di Sabatino Sirica.
E Gennarino con i suoi tesori


Rosaria Rubino: Ci siamo conosciute su Coquinaria ormai tanti anni fa. Grandissima conoscenza di Cucina e Pasticceria. Poi, ci siamo ripetutamente incontrate in Sardegna e le cene con le sue pizze e i suoi Babà sono impresse nella memoria.  Nel suo blog e online in varie occasioni ha pubblicato la ricetta con una introduzione molto bella che vi invito a leggere. 
Babà di Rosaria Rubino
Purtroppo, quando potevo vederla lavorare non ero per nulla interessata al Babà.....ma nulla è perso.
Rosaria ed io abbiamo in comune una persona speciale.....Maria Antonietta Andante....che io ho chiamato subito Bijou appena l'ho conosciuta....e a lei ha trasmesso tutta la preparazione. Per cui, non ho che fare 80 km e stare ad osservarla! In ogni caso, date uno sguardo al blog di Marian perchè potreste incappare in una miniera di cose preziose!
Blog di Marian.


Armando Palmieri: Dopo averlo presentato a Sweety 2017 ho subito detto che io quel dolce avrei cercato di rifarlo. Palmieri è stato gentilissimo a pubblicare la ricetta su un mio post e questa sarà la terza lavorazione che cerchero' di sperimentare. Naturalmente, la "mozzatura" della pasta sarà difficile venga uguale....


Rosanna Ventrella: Con Rosanna ci siamo conosciute ai tempi del Forum di Cucina Italiana. E poi di persona in tante occasioni. Che sia molto brava è risaputo. Basta andare sul forum di Pan per Focaccia e leggere quello che fa, quello che scrive e come lo scrive. Proprio sul Forum ho trovato questo post che leggo e rileggo e leggo di continuo perchè lo ritengo uno dei post piu' belli mai scritti. 
Babà di Rosanna.
Un post di questo tipo riflette, oltre alla bravura e alla competenza di chi lo scrive, anche la generosità. Rafforzata dai numerosi messaggi privati che mi hanno dato la possibilità di capire e correggere e rifare.
Rosanna Ventrella ha preso una delle ricette di Adriano Continisio e ha sperimentato e rifatto ogni volta con risultati bellissimi. 


Adriano Continisio: Lo conoscevo da tempo. Di persona, incontrato ad un suo corso memorabile che rimpiango di non aver fatto prima e di non rifare adesso. 
Generoso. Competente. Educato. Umile come tutti quelli che sanno. 
Il suo blog, Profumo di Lievito, è una prateria sterminata di ricette, preparazioni, tecniche, una piu' bella e interessante dell'altra. Il suo magnifico Babà e' rinomato e conosciuto. 
Babà di Adriano.



E queste sono le due ricette sperimentate.

Sono diverse in alcuni punti. Ma cio' che importa è la tipologia degli ingredienti e la lavorazione. Ci sono tante ricette valide e pubblicate . E molto ha da scriversi su di esse. E' un invito a leggere, sperimentare, capire.

Insomma , occorre iniziare....









Per il Babà
( estrapolata da Scatti Golosi)

250 g di farina forte ( Manitoba con W360)
12 g di lievito di birra
70 g di burro
70 g di zucchero
400 g di uova pesate con il guscio ( circa 7)
2,5 g di sale

Il giorno prima, mettere la farina in congelatore cosi che sia ben fredda e l'impasto non abbia a scaldarsi troppo durante la lavorazione. Sempre per lo stesso motivo, occorre mettere in frigo la ciotola e lo scudo dell'impastatrice. Quindi, versare nella ciotola la farina setacciata. Unire 2 uova intere, il lievito sbriciolato e metà del burro a pezzetti. Si impasta a bassa velocità per un paio di minuti: l'impasto e' certamente duro ed è consentito aggiungere qualche cucchiaiata di uova sbattute ma solo se l'impasto è sbriciolato. A questo punto, si inizia aggiungendo le uova. Sbatterle a parte e incorporarle all'impasto poco per volta sempre a bassa velocità. Una volta incorporato, si continua con le altre aggiunte. La velocità si può aumentare di poco e con grande attenzione per non stracciare il glutine. Prima di ultimare, conservare un po' di uovo in cui far sciogliere lo zucchero ed il sale che vanno messi quasi alla fine. A questo punto, sempre con l'impasto ben incordato, si aggiunge il resto del burro. Si lavora a velocità medio-bassa fino a quando il burro è ben incorporato.Si controlla la formazione del velo: se prendendo una parte di impasto tra le mani  e tirando si vede una sorta di velo senza che l'impasto si strappi, allora l'impasto è ponto per essere messo in lievitazione. Far lievitare in ciotola fino al raddoppio. Si sgonfia e si ripete l'operazione. 
A questo punto, ci si dovrebbe ungere le mani di burro e procedere con la "mozzatura" della pasta. Ci ho provato ma ho certamente necessità di esercitarmi! Per cui, prendere l'impasto e inserirlo in sac à poche con beccuccio liscio da 12. Il trucco imparato grazie al Maestro Iginio Massari e' quello di bagnarsi il dito indice in modo da staccare la pasta dal beccuccio senza problemi! Versare l'impasto negli stampi imburrati e non infarinati fino ad 1/3 della capienza e far lievitare coprendo (come suggerisce Teresa de Masi) con la pellicola che poi andrà tolta al momento in cui l'impasto sta per sfiorare la pellicola stesa. Coprire quindi con un con un telo di cotone. Tutta la lievitazione ha da essere fatta ad una T di 28°C.
Se si usano stampini classici da babà, e' opportuno che l'impasto arrivi alla fine del contenitore e  l'oltrepassi in modo da formare una leggera cupoletta. In  ogni caso, i babà piccoli si infornano per meno tempo e ad una temperatura piu' alta rispetto al babà grande in stampo classico.Arrivati al raddoppio, accendere il forno. Io ho usato la modalità ventilata a 180°C. 
Si raccomanda di cuocere i babà nella parte bassa del forno in modo da sviluppare bene e non bruciarsi nella parte superiore. Ma ognuno deve studiare quale modalità sia preferibile con il proprio forno. Un consiglio di Armando Palmieri ( faro' presto il suo Babà...) e' quello di inserire un contenitore d'acqua nel forno in modo che "esploda" la testa del babà in cottura.
Una volta cotti, estrarre i babà e tenerli da parte.

Bagna per i babà

450 g d'acqua
200 g di zucchero
una scorza di limone
una scorza d'arancia
un bastoncino di cannella
rum di ottima qualità

Far bollire l'acqua con lo zucchero. Aggiungere le scorze e la cannella. Far scendere di temperatura e aggiungere il rum q.b. 

Presentazione

Immergere i babà nello sciroppo caldo per alcuni minuti. Si vedranno fuoriuscire delle bollicine. Si prendono tra le mani e si strizzano dall'alto verso il basso comprimendoli tra le mani . Quindi, si mettono su una gratella a sgoccioare " a testa in giu'"
Si possono servire cosi semplicemente; oppure, con crema pasticcera.


Baba di Adriano Continisio
( grazie alle spiegazioni di Rosanna Ventrella)


300 g di farina W400 ( io ho ho usato una Panettone Z del Molino Dallagiovanna)
300 g di uova (pesate senza guscio)
15 g di lievito di birra
30 g di zucchero
6 g di sale
90 g di burro ( io ho usato burro Jager )

Setacciare la farina. Rompere le uova separando i tuorli dagli albumi. Coprire i tuorli con pellicola e conservarli in frigo. Pesare gli albumi e versarli nela ciotola dell'impastatrice. Con una frusta romperli senza montarli e aggiungere , usando lo scrudo ( o foglia) pari peso di farina ma con lentezza e a vel. 1. Impastare e far riposare in ciotola per 30 minuti coperto con un telo. Quindi, aggiungere il lievito sbriciolato, qualche cucchiaio della farina rimasta e avviare la lavorazione sempre a bassa velocità. Quando l'impasto mostra che sta cominciando ad incordare unire un tuorlo, farlo assorbire del tutto e continuare con spolverate di farina. Aumentare la velocità di poco ( circa 2 nel KA) . Continuare sempre cosi aggiungendo lo zucchero con il terzo tuorlo e il sale con l'ultimo. Ogni tanto ribaltare l'impasto nella ciotola durante la lavorazione. L'impasto deve essere completamente incordato prima di aggiungere il burro che deve essere morbido ma non in pomata. Farlo incorporare pezzo per pezzo. Quindi, aggiungere l'ultimo spolvero di farina e continuare ad incordare. Dobbiamo vedere l'impasto come staccarsi dalla ciotola. Ad impasto completato, inserire il gancio e far lavorare per qualche minuto. Togliere il gancio e controllare il "velo": cioè prendendo un pezzetto di impasto tra le mani esso dovrà allargarsi senza rompersi. In tutto, la lavorazione dovrà essere eseguita in 20-25 minuti e l'impasto non dovrà riscaldarsi.
Coprire con pellicola la ciotola e far lievitare al raddoppio ad una T di 28°C. 
Togliere l'impasto dalla ciotola. Io ho "sbattuto" l'impasto sul tavolo ripetutamente anche per eliminare le bolle d'aria e "serrare" l'impasto.Adriano suggerisce a questo punto di eseguire le pieghe del secondo tipo: cioè, allargare l'impasto sul tavolo e prendere un lembo dall'esterno riportandolo al centro. Cosi fino a completare il cerchio.Far riposare 5 minuti. Spruzzare gli stampi con staccante senza infarinarli. Mozzare la pasta con le mani ( in alternativa usare una sac à poche) e inserire la pallina ( circa 45 g in stampini da babà alti 6 cm e 60 g in quelli da 8 cm) negli stampi. Coprire con pellicola e far lievitare a 28°C fino a toccare la copertura. Togliere la pellicola e continuare la lavorazione copeti da un telo di cotone fino a far formare una sorta di cupoletta. Infornare ( nel mio forno, queste sono le temperature...) a 175 °C per circa 15-20 minuti. Toglierli dagli stampi.
Farli raffreddare bene prima di bagnarli, anche per un giorno intero. In tal caso usare una gna calda con almeno 55-60 °C .
Immergerli nella bagna facendo fuoriuscire le bolle d'aria. Strizzarli leggermente calcando con le mani dall'alto verso il basso e sistemarli con la cupola in giu' su una gratella.




Printfriendly

Template by pipdig | Customized by Sara Bardelli