Quando la stanchezza è non quantizzabile, quando si puo' scendere in cantina e prendere le valigie, quando trovi un amico che ti ospita a casa sua perchè in città non trovi neppure due posti-letto in estrema periferia....ecco che andare a Parigi in un periodo imprevisto, diventa possibile.


E stavolta la città a piedi me la sono proprio guardata. In un camminare continuo e piacevole perchè la meraviglia è lì, a portata diretta di occhi. Case, palazzi, lampioni, hotel, shop, bistrot....Parigi non si ferma mai in un continuo divenire. Inarrestabile. Un tesoro dopo l'altro. E se comunque si mantengono i tuoi posti fissi del cuore....Musei, Chiese, Viali...Molto dell'altro muta e si arricchisce di continuo.
In conclusione, ogni visita si riveste di novità.

Il fatto che l'appartamento fosse all'11 Arrondissement e a due passi da Avenue Parmentier mi è parso un dono. Eh, si. Perchè proprio qui c'è una sua splendida patisserie dove è possibile acquistare i dolci e sedersi ad un bancone che da sull'avenue e con calma riposarsi per qualche mezz'ora.
Una mattina, mi ci sono fermata un'oretta. Con tutta calma ho gustato un magnifico ed insuperabile Kouglof. Da commozione. E dei perfetti croissants. E una fetta larga 4 dita di una sofficissima brioche.
Colazione principesca. Tanto da restare fissa nella memoria e cercare di rifarla subito appena varcata la soglia di casa.

Couvreur è l'autore di un libro molto ben costruito: La Patisserie de Yann Couvreur . Avevo già eseguito delle sue ricette con risultati molto buoni e stavolta, in possesso di una Grilletta che mi incoraggia a proseguire nella lavorazione degli impasti lievitati, ci ho provato.
Il risultato è stato buonissimo. Brioche morbida, soffice, filante, profumata. Ho dovuto cambiare le farine...(ma perchè in Francia usano le T45 e T55 senza che si trovino adeguate spiegazini come da noi?....) e di conseguenza i liquidi introdotti ma alla fine il risultato mi ha soddisfatta!

Molto felice di condividere con voi quello che ho combinato.....



Brioche au mètre
( da La Patisserie de Yann Couvreur)









425-450 g di latte intero*
48 g di lievito di birra*
1360 g di farina Brioche Dallagiovanna*
250 g di zucchero semolato
25 g di sale*
330 g di crème fraiche*
260 g di uova intere
340 g di burro
15 g di succo al limone
30 g di Cointreau
Scorza macinata di arancia candita

*Ho dovuto cambiare la farina che prevedeva la T45 e una piccola parte di T55. Ho diminuito il sale. Ho ridotto il lievito e conto di ridurlo ancora aumentando i tempi di lievitazione. Al posto della crème fraiche che non avevo ho usato pari peso di Yogurt greco e yogurt bianco + latte.  La lavorazione si discosta significativamente dalle abituali che pratichiamo in Italia ma di proposito ho voluto replicare la ricetta come da libro.

La sera prima, inserire in planetaria la farina, il lievito sciolto nel latte e gli yogurt mescolati insieme. Cominciare la lavorazione inserendo i liquidi per metà tutti insieme poi poco per volta. Quando l'impasto comincia ad acquistare corpo , inserire lo zucchero e incordare. A questo punto, lasciar lievitare a 28°C max per 30 minuti. Sarebbe opportuno raffreddare subito l'impasto prima di cominciare ad aggiungere le uova per non incorrere in indesiderati aumenti di temperatura. 

Aggiungere le uova e con l'ultima parte il sale. Profumare con le la pasta d'arancia sciolta nel limone e Cointreau. L'impasto deve essere ben incordato prima di aggiungere il burro plastico e morbido in piccoli pezzi. Raccogliere l'impasto e trasferirlo in una capiente ciotola facendolo lievitare per 60 min max a 28°C. Sgonfiare l'impasto, coprirlo con pellicola e sistemarlo in frigorifero per tutta la notte. 

L'indomani, sgonfiare la pasta, farle riprendere la temperatura e tagliarla in pezzi seconda la forma voluta. Io ho eseguito una classica teccia a tre capi e una brioche normale eseguita con tre sfere di impasto sistemate in uno stampo rettangolare a bordi dritti. 
Far lievitare fino al raddoppio a temperatura di 28°C.  Lucidare la superficie con poco uovo mescolato a latte. Distribuire della granella di zucchero e infornare a 170°C. Per la cottura, io ho misurato la temperatura all'interno della brioche dopo circa 30 minuti e ho estratto dal forno quando ha raggiunto 92°C al cuore.
Ve la consiglio sia dolce che salata!






Fuori piove....
Il cielo mugugna ormai da giorni. E a sera arrivano le prime folate di pioggia, inevitabilmente. Ma anche questa è estate. 
Estate diversa. Estate che sfocerà in un nuovo autunno e in nuovo inverno.
Non so bene quanto sarà nuovo. Quanto diverso. 
Ma i cambiamenti sono l'anima e l'essenza della vita e anche quelli piu' ostici , più difficili da affrontare e poi costruire possono dare l'incipit a nuove avventure.
Nuova vita, in fin dei conti.

E tra questi, vorrei proprio dare nuovo entusiasmo a questo mio caro e amato blog. Voluto tanti anni per motivi precisi e deginiti e ancora vivi a distanza di tempo.

Attraverso questi anni, ho voluto in fin dei conti evitare fatiche e delusioni a chi entrava qui a leggere. A me piace aprire un sito e trovare la spiegazione ad una ricetta, chiarimenti su un passaggio, delucidazioni su una tecnica, informazioni su un ingrediente.

E questo è ciò che vorrei ripetere qui.
Ancora meglio di sempre.

E stasera non è un caso se vengo a scrivere su una tecnica di glassaggio che resta tra le mie preferite.
La copertura dei desserts con cioccolato e burro di cacao mi ha entusiasmato la prima volta, a Parigi, di fronte alle vetrine di Fauchon. Era un entremet al cioccolato fatto tutto a semisfere ricoperte di  cioccolato con effetto velluto.

Cercavo ogni giorno di passarci davanti.
E ancora oggi resta qualcosa che mi entusiasma




Zucca bianca di crema al lime e vaniglia con gelatina di frutti tropicali














La mousse utilizzata nella preparazione del dolce e la gelatina ai frutti tropicali sono le medesime utilizzate in questo post.

Per il glassaggio

500 g di cioccolato bianco Ivoire Valrhona
500 g di burro di cacao

Sciogliere separatamente i due ingredienti e poi riunirli in un cilindro. Mixare molto bene con un minipimer e poi controllare la temperatura. Io mi tengo sui 32 gradi ma verifico sempre il grado di copertura che deve andare a ricoprire perfettamente senza creare un velo troppo spesso.
Infilare uno stecco sul dolce e da congelato immergerlo rapidamente nella glassa. Immediatamente dopo, procedere allo chablonage ( cioè alla spruzzatura con pistola) utilizzando la stessa miscela per ottenere un effetto velluto molto fine e regolare.

Se non avete una pistola idonea, si può utilizzare uno spray di cioccolato e burro di cacao già pronto con l'avvertenza che la bomboletta sia stata riscaldata in precedenza con acqua calda. Si sistema il dolce su una grata oppure un disco rotante e si spruzza da una distanza di 15-20 cm con movimento regolare e leggero.

Se, al contrario, di dispone di una pistola per alimenti si deve riscaldare la pistola a circa 30-32 °C, la miscela da utilizzare e poi si procede come di consueto.


L'effetto che si ottiene è un fine chablonage molto elegante e regolare. Io preferisco l'immersione e poi lo chablonage perchè la superficie e' resa ancora più liscia dall'immersione in questa miscela.

Ho lasciato anche il dolce " nature", cioè scongelato e non trattato con glassaggi. L'effetto è lucido, naturale ed evidenzia la presenza della vaniglia e della scorza del lime che da un'idea di freschezza.

A breve, l'esperimento sarà di ripetere i glassaggi façon Cédric Grolet cioè fare successivamente allo chablon uno step successivo  con gelatina neutra e quindi con colorante oro alimentare.
A presto!

Note: Lo stampo a "zucca" utilizzato è il Bloom che la Silikomart Professional ha creato per Guillaume Mabilleau e che potete trovare sia sul sito di Silikomart che su quello di Peroni!
Si puo' scrivere che ho trascorso giorni e giorni in una cucina in cui tutto parlava di Lime, Mango e Frutto della Passione?

Dovevo preparare un dolce per un'amica e se non ho avuto alcun dubbio su che tipo di basi dovessi imbastire.....tra i dolci che adoro gustare c'e' la Mousse al Lime del Maestro Gino Fabbri.....tutte le indecisioni sono venute fuori in modo eclatante al momento di scegliere che tipo di stampo dovessi utilizzare e sopratutto che tipo di presentazione sarebbe stata la piu' adatta.

Alla fine ho optato per tutto un discorso su mango & frutto della passione.

La sfera non è altro che la mousse al lime del Maestro Gino Fabbri declinata in monoporzione. E tutte le basi le trovate in questo post.
L'unica nota differente è stata la decorazion . Non piu' una glassa alla frutta ma un velour bianco spruzzato dopo l'immersione della sfera in una miscela di cioccolato bianco/ burro di cacao nel rapporto 50:50. Quindi, glassaggio in cioccolato e subito dopo spray con gli stessi ingredienti. 
Il dolce è poggiato su una base di dischetti di meringa. Meringa un po' inusuale dato che è preparata con purea di mango e pochi grammi di albumina in polvere ma la ricetta è già presente nel blog. Esattamente qui

Per lo zucchero...ricetta nuova presa dal libro di Fabrizio Fiorani " Tra l'Onirico e il Reale" di cui vi raccomando la lettura dato che si tratta di un libro bellissimo stracolmo di indicazioni e novità e suggerimenti.

Ma....ho sempre il timore che in occasioni in cui tutto deve andare obbligatoriamente quasi bene....succeda qualcosa...per cui ci ho impiegato 10 secondi a costruire una possibilità bis!. 
Un consulto sul libro di Fiorani ed è nato il dessert n.2 ....
Streusel, biscotto e gelatina come da preparazione della sfera ma stavolta una Namelaka al mascarpone profumata sempre al lime. Ho utilizzato tutti gli stampi che avevo saccheggiato ad Hangar 78 durante un corso e.....


Namelaka al mascarpone e gelatina di frutti tropicali








Per questo dolce numero 2 ho colato la Namelaka nello stampo fino a circa metà altezza. Ho fatto raffreddare e ho inserito l'inserto costituito da gelatina+ biscuit bagnato con purea di mango. Ancora Namelaka e a chiudere un dischetto di streusel al lime. Congelato. Immerso in miscela cioccolato+ burro di cacao e poi spruzzato. La spiralina non è altro che gelatina di mango e passion fruit colata nei bellissimi stampi tourbillon di Silikomart. 
E la ricetta della Namelaka e dello zucchero?

Ecco come le ho viste e interpretate.

Namelaka al mascarpone e lime
( liberamente estratta da una ricetta di Fabrizio Fiorani)

200 g di latte
9 g di gelatina 200 Bloom + 45 g d'acqua di idratazione
330 g di cioccolato Ivoire Valrhona
400 g di mascarpone *
Scorza di 2 lime

* Ho usato 250 g di mascarpone + 150 g di panna fresca al 35% di grassi perché volevo ottenere un composto piu' morbido. Ma nulla toglie che avrei ottenuto lo stesso risultato con solo mascarpone. Devo sperimentare!

Scaldare il latte. Aggiungere la gelatina idratata e intiepidita. Profumare con il lime. Sciogliere parzialmente il cioccolato e versarvi il latte caldo. Mescolare con il mixer ad immersione. Lavorare a crema il mascarpone con una spatola e aggiungerlo al composto poco per volta. Mixare. Utilizzare.

Zucchero al mango e passion fruit
( da una ricetta di Fabrizio Fiorani)

100 g di zucchero semolato
20 g di purea di mango e passion fruit
1 g di acido citrico

Mescolare tutti gli ingredienti e stendere in strato sottile su silpat. Passare in essiccatore alla temperatura di 45°C per le ore necessarie ad ottenere un composto facile da sbriciolare.

Intanto....buone vacanze a arrivederci a presto!


Di ricette è pieno il mondo....

E molto spesso mi dico che avrei bisogno di piu di 10 vite per poter pensare di provarle tutte. Necessariamente, occorre fare sempre una scelta sulla base dell'istinto oppure  della necessità del momento oppure ..... che ti fa optare per una preparazione invece che un'altra.

E ogni tanto, capita di imbattersi in preparazioni che sai già che le farai e rifarai in cento ricette diverse tanto sono buone e meravigliose al gusto.

Come queste due.

La Namelaka l'ho poi declinata al mango. E utilizzata per farcire dei macarons. La ganache montata per fare il Roulée Inspiration di Christophe Renou che avevo già fatto con le fragole...

Conquistata da entrambe le ricette. Stupende e buonissime.

Per cui, stavolta, nessun dolce completo ma farvi leggere ma due basi da usare nel modo che si preferisce. 
Un vassoio di macarons con la Namelaka e un cuore di mango fresco. 
Oppure un Roulée o anche un bicchierino che riunisca tutte le preparazioni rimaste in eccesso....

E poi...mango tutta la vita, no?


A Tutto Mango























Namelaka alla frutta
( estrapolata da un dolce di Maurizio Santin)


225 g di purea di frutta
10 g di sciroppo di glucosio
5 g di gelatina 160 bloom + 25 g di acqua d'idratazione
400 g di panna fresca al 35% di grassi

250 g di cioccolato al 70% 
oppure 265 g di cioccolato al 60%
oppure 285 g di cioccolato al 55%
oppure 360 g di cioccolato al latte
oppure 340 g di cioccolato bianco 

Scaldare una parte della purea di frutta con il glucosio. Aggiungervi la gelatina idratata e scaldata. Quindi, la restante purea solo intiepidita. Far sciogliere il cioccolato e versarvi la purea mescolando con un mixer ad immersione. Completare con la panna fredda a filo. Coprire con pellicola a contatto e far riposare in frigo per 12 ore. Anche se la Namelaka nasce come crema da non montare, personalmente mi piace moltissimo come farcitura dei macarons per cui al momento la monto delicatamente.



Ganache montée Inspiration Passion
( da una creazione di Christophe Renou)

225 g di purea di mango
225 g di purea di passion fruit
50 g di zucchero invertito
50 g di sciroppo di glucosio
1300 g di cioccolato Inspiration Passion* Valrhona
1500 g di panna fresca al 35% di grassi

*io ho usato cioccolato bianco Valrhona

Riscaldare delicatamente le puree di frutta con i due tipi di zucchero. Fondere delicatamente il cioccolato bianco e versarvi le puree mixando con un minipimer. Ultimare con la panna liquida ben fredda. Coprire con pellicola a contatto e conservare in frigo per 12 ore. L'indomani, montare con lo scudo.

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