Un po' di tempo fa, alla cieca, ho comprato un libro di cui avevo tanto sentito parlare.

Si chiama FOUR in ONE, molto verisimilmente perché scritto da 4 magnifici...e l'aggettivo non appaia esagerato...Pasticceri che corrispondono ai nomi di Ramon Moratò, JM Ribé, Miquel Guarro.

 Il quarto è lui: Raùl Bernal.

Bernal scrive: " La Pasticceria è magia, è emozione, è celebrazione, è allegria. Cosi io la concepisco. Sorprendere senza perdere la testa, con una base, un discorso, una tecnica. Cosi riassumo il mio contributo a questo libro. Spero che ti sorprenda, ti emozioni, ti strappi un sorriso perchè questo è stato il mio intento"

Io ritengo che questa introduzione non possa spiegare meglio il suo concetto di "far pasticceria". E questo dolce ne è la perfetta espressione. Per me è stato un viaggio di cui conoscevo solo l'inizio e non potevo mai immaginare di arrivare poi alla fine..... nel momento in cui la forchetta ....e solo la forchetta che va verso le labbra..... è in grado di dire se veramente la fine è come io avevo sperato fosse.

Raùl Bernal non è solo nel libro e ho fatto in modo che non fosse da solo neppure in questa "avventura". Siccome nulla nasce per caso, è stato forse inevitabile fargli sentire la presenza di uno dei piu' grandi Pasticceri che noi abbiamo mai avuto: Emmanuele Forcone. E se la finta tartare e' di Bernal, il finto uovo o meglio tuorlo e' di Forcone....che nasce da due ingredienti ed è capace comunque di stupire. 

Credo anche io che la Pasticceria sia un serio gioco della fantasia in cui tutto deve incastrarsi benissimo ma che non puo' perdere mai di vista l'intento di emozionare, mettere gioia e magia.

Yo estoy  de acuerdo, senor Bernal....


Non sono una tartare...



Il dolce è tratto da una creazione di Raùl Bernal . Si tratta di una finta tartare creata da tartare di anguria messa in busta sottovuoto con un liquido a base di lamponi, salsa di soia, vodka , lime e menta. Per osmosi, lo "sciroppo" penetra all'interno dell'anguria permeandola di nuovi sapori e nuovi profumi. La tartare racchiude un cuore di mousse allo yoghurt che nella ricetta originale poggia su una sablée al té verde matcha e wasabi e che io ho sostituito  ( per motivi pratici..) con una sablè alle mandorle e lime. Il tuorlo doveva essere costruito con il metodo classico di sferificazione e anche qui...i soliti motivi pratici...e' stata sostituita da una "bolla" liquida di mango e passion fruit estrapolata da una creazione di Emmanuele Forcone.


Quello di cui voglio scrivere oggi è il metodo della costruzione di queste due preparazioni che a mio parere...cambiando frutta e liquidi ...puo' essere utilizzata in una stragrande varietà di preparazioni.


"Sciroppo" base di lamponi-soia-menta

60 g di acqua

138 g di purea di lamponi

23 g di succo di limone/lime

147 g di zucchero

82 g di vodka

8 -16 g di menta fresca*( dose da verificare con la qualità della menta)

33 g di salsa di soia

scorza di 2-4 lime

Sciogliere lo zucchero nell'acqua alla T di 40°C. Aggiungere la purea di lamponi, la salsa di soia, la menta, la scorza del lime e il limone. Infine, la vodka. Coprire e conservare per 24 ore in frigo. L'indomani setacciare .


Per la tartare di anguria

250 g di sciroppo 

150 g di anguria cubettata 0.8 x0.8 cm

Prendere l'anguria e aggiungere lo sciroppo. Versare in una busta da sottovuoto e applicare il vuoto. Conservare in frigo per almeno 24 ore controllando il colore e la consistenza della frutta.

Mia personale variante:  Con queste dosi ho ottenuto due dessert. In aggiunta, dopo aver scolato l'anguria e averla sistemata nel coppasta al centro del piatto, ho velato la superficie della "tartare" con un velo di sciroppo gelatinato con il 2% di gelatina 160-180 Bloom a simulare l'olio della tartare.


Finto tuorlo

125 g di purea di mango

25 g di purea di passion fruit

5 g di succo di limone

25 g di zucchero

Scaldare una parte di purea di mango e sciogliervi lo zucchero. Unire al resto della purea. Unire il succo del limone e del passion fruit. Colare in stampo a semisfera e congelare. Smodellare e poco prima lucidare la sfera in un bagno di gelatina vegetale SOSA. 



Ultimamente, mi sono dedicata con più attenzione e passione al mondo della viennoiserie. Il settore è al limite dall'essere considerato smisurato e l'unica cosa che potessi fare era partire proprio da zero.

In questo mi hanno dato una mano considerevole le monografie di Alessio e Omar Busi che consentono di iniziare dalle basi e dagli ingredienti per arrivare infine a ricette e preparazioni. Io ci ho messo sopra, ogni video possibile ritrovato su You Tube, Corsi online , articoli pubblicati , libri e quant'altro.

Le capacità didattiche di Luca Montersino sono ormai note e conosciute a tutti. Per cui, non mi sono fatta sfuggire il corso online tenuto da lui un mese fa...( so che verranno ripetuti a fine estate...) ...e cosi tutto cio' letto in precedenza ha trovato un'ottima collocazione.

Ancora una volta....ma è cosi per tutti gli ambiti della Pasticceria....avere una ricetta tra le mani non è l'unico strumento da utilizzare per raggiungere l'obiettivo. Fondamentale chiedersi perchè e come e capire cio' che si sta facendo. Niente di impossibile e niente che non possa essere aprreso. Ma....come in tutte le cose....arrivare ad avere il prodotto buono che abbiamo in testa, necessità di prove su prove e sopratutto di non demordere.

Io adoro gli Chaussons aux pommes.
La combinazione per farli è venuta da una ricetta di Tetiana Verbyska ...bravissima pasticcera ucraina che seguo online sul sito di Kica....e da un piccolo ma interessante video pubblicato dal mio amico Samuel Gonzalez su Instagram.

Per fortuna, posso contare su un cassetto del freezer che accoglie i miei lavori di pasta sfoglia per cui è stato un attimo tirar fuori 500 g di sfoglia e vedere cosa riuscivo a tirarne fuori....

Chaussons aux pommes








Per la pasta sfoglia

Ho utilizzato le indicazioni di Omar e Alessio Busi oltre a quelle di Luca Montersino per cui ho optato per una pasta sfoglia alla panna. Avendo la panna il 35% di grassi, una parte dei grassi totali e' data proprio dalla panna usata in fase di impastamento del pastello mentre la parte restante è inserita come burro nel panetto.
Ricordiamoci che la farina è una farina con circa W300, meglio se magari è la farina tecnica già specifica per sfogliature. Che in questo caso non ha richiesto eccessiva lavorazione ( non sono quindi arrivata al velo come in altri impasti) ; che ho fatto riposare avvolta in telo di cellophane per una notte in frigorifero a +4°C per meglio distendere la maglia glutinica e avere più facilità di lavorazione al momento dell'incasso. Il burro usato è un burro Express Corman che nasce da processi controllati di lavorazione per riuscire ad ottenere prodotti con temperature ben definite di lavorazione. Nulla ci proibisce di usare un buon burro bavarese che pero' necessita di piu' stringenti condizioni di temperatura e velocità di lavorazione. 
Ho seguito i consigli del super Julien Alvarez trovati nel suo fantastico libro Sweet Devotion e ho dato , in questo caso, 5 giri semplici. Avevo pensato questa sfoglia per una classica Mille Foglie e mi interessava molto la regolarità dello sviluppo .....

L'ingredientistica di base è la seguente:

Per il pastello

1000 g di farina W300
1000 g di panna al 35% di grassi
20 g di sale

Per il panetto

650 g di burro piatto

Una volta arrivata al 5 giro semplice, ho steso la sfoglia a circa 5-6 mm. Ho avvolto in pellicola e congelato a -20°C. Al momento dell'uso, ho scongelato in frigo il foglio e l'ho steso a 3 mm di spessore. Ho fatto riposare ancora per circa un'ora; quindi, con un coppapasta ovale ho coppato per ottenere le forme degli chaussons.
Ho rimesso in frigo.

Per la farcitura

325 g di mele pulite e ridotte in dadini da 4 mm
100 g di zucchero di canna
vaniglia in polvere
10 g di burro

Far appassire in padella le mele con lo zucchero , il burro e la vaniglia. Quindi, farle raffreddare.

Per spennellare

Mescolare 50 g di latte con 25 g di uova intere e 25 g di tuorli.

Per lo sciroppo da glassaggio

Preparare uno sciroppo semplice con 50 g d'acqua e 50 g di zucchero

Preparazione degli chaussons

Sistemare su una teglia rivestita gli ovali di sfoglia. Deporre al centro un cucchiaino abbondante di mele ridotte in composta. Velare un angolo degli chausson con un po' di liquido per spennellare e far combaciare i due lati. Velare tutta la superficie con il liquido stesso e far riposare in freezer per 15-20 minuti. Ripassare il liquido ancora una volta e far eseguire un altro riposo sempre in freezer. Con un coltellino affilato, incidere a raggiera la superficie e passare in forno caldo a 175°C per circa 20-30 minuti. All'uscita dal forno, ancora caldissimi, lucidare gli chaussons con un velo di sciroppo.


NOTA: questi chaussons mi sono piaciuti cosi tanto che la prossima volta inseriro' un cucchiaino di crema pasticcera e aggiungero' un nonnulla di cannella in polvere.



Nei mesi in cui eravamo quasi tutti confinati in casa a pensare e sognare che il domani sarebbe arrivato e saremmo stati certamente meglio...no, non tutti, con grande dolore, non tutti....stavo dicendo che ci siamo fatti compagnia, ognuno come ha potuto.

Io, tutte le mattine, seduta davanti ad una tazza di the, sgomenta dalla novità, dall'angoscia e preoccupazione, sbigottita da cio' che succedeva fuori dalle stanze di casa di cui, ormai, conoscevo ogni singola piastrella e lampo di luce....io aspettavo che Maurizio Santin trasmettesse il suo video quotidiano.

Non c'e' stato un solo giorno in cui non mi abbia strappato un sorriso e dopo non sia stata anche meglio. E dire che sembrava un'impresa impossibile: far star meglio le persone con un semplice video. Ma è andata esattamente cosi.

Poi, la vita ha ripreso naturalmente il suo corso.
I video sono finiti. E si sono trascinati via i miei incerti risvegli. Li ho accompagnati alla porta con una vena di malinconia, troppo occupata a mettere un coperchio sulla pentola che conteneva le mie incertezze, le insicurezze, anche le paure per il domani sempre piu' sconosciuto.

Questa Torta sabbiosa è una vera e propria perla. E ho capito subito che comunque l'avrei fatta. Fa parte di quel genere di torta che adoro, come la Paradiso.
E al primo boccone, i ricordi hanno sigillato teneramente gli occhi  e invaso la mente. 

Non credo che smettero' mai di abbinare questa torta a quei giorni.
Con la testa e il cuore divisi a metà, tenuti insieme da due mani carezzevoli che a volte facevano fatica a far stare le parti insieme.

Eh...è successo cosi. E' andata cosi. Ma qualcosa di bello e intenso è comunque rimasto.




Torta Sabbiosa
( di Maurizio Black Santin)


320 g di burro a temperatura ambiente
300 g di zucchero semolato
150 g di fecola di patate
150 g di farina debole 00
60 g di tuorli
180 g di albumi
7 g di lievito

Lavorare il burro morbido in planetaria con lo scudo. Versare poco per volta 200 g di zucchero e  arrivare ad una montata soffice e omogenea. Aggiungere i tuorli, uno per volta, e quindi, le farine mescolate con il lievito. Montare gli albumi con i 100 g di zucchero restante fino ad avere una meringa stabile e lucida. Mescolare i due impasti con la necessaria attenzione e colare in stampo. Infornare a 170 °C fino a cottura.
Estrarre il dolce dal forno. Mescolare zucchero a velo con succo di limone e vaniglia fino ad ottenere una consistenza fluida e liscia. Velare il dolce con la glassa e re-infornare a 170°C 
per 5 minuti.



Questo mi pare sia il periodo dei macarons....

Guardo i post e mi rendo conto che ultimamente pare non faccia altro.
 Non è cosi ma quando si tratta di picchiettare sui tasti e venire qui a scrivere, faccio sempre una selezione: le cose che amo di piu. E quindi, a volte è una ganache, una base biscuit, una decorazione, un dolce che ruota intorno ad una mousse.....Insomma, elementi di pasticceria che non voglio dimenticare e lasciare per strada.

Stavolta è il turno di una Namelaka alla frutta. Ne parlo' il super Emmanuele Forcone durante un corso a Samugheo, un anno fa. Poi, in questi giorni di fronte ad un bel mango nella busta della spesa, mi sono ricordata. E tra l'altro, e' stata presa anche da un Pasticcere molto bravo, Alessandro Petito, che l'ha usata per la Torta Hypnotic durante una puntata di Bake Off Italia.

Da lì a rifarla...un lampo di luce.
Per scoprire che questa Namelaka è uno spettacolo di preparazione.
Sublime. E ringrazio il Cielo che la crema mi serviva assolutamente per questi macarons da regalare ad un'amica perchè altrimenti....

Ho alcune puree di frutta in freezer. E non vedo proprio l'ora di rifarla utilizzando altri gusti. 
Preparazione da includere tra le mie preferite....





La ricetta dei macarons è sempre la stessa e la potete trovare in vari post. Metà gusci sono colorati di verde bosco e metà in rosso-arancione. 


Namelaka al mango e frutto della passione
(da una preparazione di Emmanuele Forcone)

150 g di purea di mango
30 g di sciroppo di glucosio 
60 g di zucchero semolato
105 g di burro di cacao
30 g di inulina
200 g di panna al 35% di grassi
5 g di gelatina 160-180 Bloom + 25 h d'acqua di idratazione*
70 g di purea di mango + 30 g di purea di frutto della passione

* Ho aumentato la gelatina a 7 g e l'acqua a 35 g perchè volevo ottenere una struttura piu' compatta da usare come farcitura dei macarons.

Versare i 150 g di purea di mango in casseruola e scaldare a 60 °C. Unire lo sciroppo di glucosio, lo zucchero semolato  e l'inulina mescolando molto bene. Gli zuccheri si devono sciogliere completamente . Idratare la gelatina. Sciogliere il burro di cacao anche in micro-onde. Versare entrambi nella purea ed emulsionare benissimo con un minipimer. Aggiungere , infine, a filo la panna e le due puree rimaste avendo cura di emulsionare ancora con il minipimer.Coprire con pellicola a contatto e conservare in frigo per tutta la notte.


Confit di mango
( liberamente estratta da una preparazione di Alexandr Trofimenkov)

300 g di mango tagliato in cubetti da 0.5 x 0.5
60 g di sciroppo di glucosio
15 g di passion fruit
6 g di pectina NH
30 g di zucchero semolato
un cucchiaino di vaniglia in polvere

Versare in casseruola i dadini di mango e il glucosio. Unire, il passion fruit e la vaniglia portando a cottura il mango ma preservandone la croccantezza.Mescolare la pectina allo zucchero e aggiungerla lentamente alla composta. Far bollire per 1 minuto. Versare in una ciotola e far raffreddare in frigo durante la notte.

Preparazione

Estrarre dal frigo la Namelaka e montarla delicatamente al mixer ma senza darle una struttura eccessivamente rigida. Inserire la crema in sac à poche con beccuccio liscio da 1.1-1.2 mm e deporre una piccola sfera di Namelaka in metà dei gusci. Riprendere il confit e con un cucchiaio renderlo morbido. Inserirlo in sac à poche senza beccuccio e inserire un piccolo spuntone all'interno della crema. Chiudere i gusci con la seconda metà dei gusci. Coprire con pellicola e far maurare in frigo per un giorno oppure congelare e conservare in freezer.



Printfriendly

Template by pipdig | Customized by Sara Bardelli