Non vi è mai capitato di non sapere che fare di qualche etto di albumi?

Non li butto mai. Magari li congelo per utilizzarli per i macarons...Ma poi finisce che diventano troppi e allora mi invento qualcosa.
Come stavolta... Avevo fatto un pochino di ciamelle...si! sempre la Frolla fine E'toile, quella che preferisco e allora i tuorli nelle ciambelle e gli albumi....

Mi è venuto in mente che io adoro i bastoncini di meringa. Perchè sono abbastanza sottili da non crearmi quella sensazione che non amo cosi tanto quando mangio le meringhe....Le uniche che adoro e ne mangerei a kg sono quelle di Tonino Pirellas, il mio amico pasticcere di Fonni, qui in Sardegna. Che le fa SPAZIALI.

Ma se faccio i bastoncini...allora, uno tira l'altro. In aggiunta, ho pensato di aromatizzarli con il liofilizzato di frutta. In questo caso, lampone. Li ho imbustati in semplici bustine trasparenti...un bollino adesivo che fa simpatia e ...li ho anche regalati alle amiche.

Loro li hanno rinominati Gessetti. Mi è parsa una cpsa simpatica per cui ho continuato a chiamarli cosi.
Potete usare la frutta liofilizzata che preferite. Fragola, mango, passion fruit. Io le compro da Peroni , il mio shop online preferito. Le aliquoto in bustine da poche decine di grammi e le metto in sottovuoto cosi si conservano a lungo e non assorbono umidità.



Gessetti al lampone










100 g di albumi
100 g di zucchero semolato
100 g di zucchero al velo

Utilizzare gli albumi portati qualche ora prima a temperatura ambiente. Far schiumare nella ciotola della planetaria a bassa velocità, poi aggiumgere a cucchiate lo zucchero semolato facendolo assorbire bene e consentogli di sciogliersi perfettamente. Aumentare progressivamente la velocità ma non lavorare mai al massimo allo scopo di formare una meringa stabile e ferma. Quindi, aggiungere lo zucchero al velo ben setacciato. Io lo inserisco sempre lavorando con il frullino in planetaria. Una volta terminata la lavorazione, inserire la meringa in una sac à poche con un beccuccio del diametro desiderato. Sprizzare dei cilindretti lunghi quanto la lunghezza della teglia. Spolverizzare di lampone liofilizzato e infornare a 100°C. Io li ho tenuti parecchie ore fino a quando il cuore del bastoncino era diventato asciutto e croccante. A questo punto, farli raffreddare in ambiente non umido e spolverizzare ancora di lampone. Tagliarli a metà e conservarli in bustine trasparenti.
 Un anno fa...piu' o meno in questo periodo... sono andata a Parigi.
E mi sono fatta anche il mio regalo di compleanno anticipato. Era 3 anni che ci pensavo ma ero sempre perplessa...Mi chiedevo come sarebbe stato...se fosse adatto a me....poi, mi sono ricordata che i Francesi in questo sono diversi da noi. Che quando entri in un Grand Hotel..mica si chiedono a quanto ammonta il tuo conto in banca.

Per cui, vestitino nero...giaccone pesante....calze nere coprenti infilate dentro comodi scarponcini neri e...Si. Sono andata cosi al Ritz a prendere il té.

E per un magico gioco del destino, ho anche incontrato lui, Francois Perret....Il resto è un ricordo "inoubliable" che mi portero' sempre dietro.

Ero incredibilmente indecisa che dolci al piatto scegliere. Perchè tutto era cosi stupendamente presentato e servito. Alla fine, deciso: Entremet Madeleine e...Entremet Cake Marbré.

Divini. Non ho un altro aggettivo.Per entrambi i desserts, Monsieur Perret ha utilizzato due stampi ideati e creati apposta per il Ritz.

Pensare di rifarli a casa?....Ho lasciato il pensiero in letargo per un anno. Poi....ho pensato che il cake marbré....Perché no? Mi sarei costruita una dima in cartoncino, avrei ritagliato il dolce, avrei gestito bene il problema. Ne ero sicura.

Non è andata esattamente cosi. Il dolce non consentiva un taglio perfetto....sbavava...la glassatura non era omogenea...la lucidatura colava...
Una sorta di sconfitta ? si, certamente. Ma in Pasticceria le strade per arrivare non sono mai precise fin dall'inizio. Fare, fare e poi fare. Per poi, rifare...
Per cui, tra mille difficoltà...( crème gastronomique d'Etrez dove sei?....come posso fare per arrivarci comunque...? ....) e cercando di risolvere in un modo o nell'altro, al mio Cake Marbré al piatto ci sono arrivata....Ho scritto volutamente "il mio"....perchè per rivedere la perfezione del dessert di Monsieur Perret.....mi tocca ritornare al Ritz!




Il mio Entremet Cake Marbré
(liberamente estratto da Instants sucrés di Francois Perret)










Biscuit de savoie léger

45 g di burro fuso tiepido
87.5 g di uova intere a temperatura ambiente
80 g di zucchero semolato
57.5 g di farina debole 00
30 g di fecola di patate
2.5 g di lievito chimico
10 g di cacao in polvere ben setacciato

Montare le uova con lo zucchero preferibilmente su un bagno-maria fino ad avere un composto molto spumoso. Versarne un paio di cucchiaiate in una ciotola e unirvi il burro mescolando con una frusta. Versare il contenuto nella montata di uova e amalgamare con delicatezza. Setacciare la farina con la fecola e il lievito e poi unirli al composto, sempre delicatamente. Pesare la montata e dividerla in due parti: ad una parte aggiungere il cacao. Inserire i due impasti in due sac à poches e farli colare su un quadro che possa andare in forno, alternando le due montate e creando un effetto marmorizzato. Altezza totale: circa 1 cm
Infornare a 170°C per circa 10 minuti.
Far raffreddare leggermente.
Poi, bagnare il biscotto con uno sciroppo preparato con 100 g d'acqua e 150 g di zucchero. 
Congelare.


Inserto di vaniglia

due cucchiani di vaniglia *
150 g di latte intero
195 g di sciroppo di glucosio
225 g di panna fresca al 35% di grassi

* Io ho usato della vaniglia in polvere che ho ottenuto facendo seccare delle bacche poi macinandole nel Bimby.

Nel Bimby, inserire il latte con la vaniglia e far cuocere 20 min a 85°C a vel 3. Appena ultimata la cottura, far girare ancora per 1 min. Il latte si sarà ridotto di peso e quindi occorre setacciarlo e pesarlo per riportare al peso originario di 150 g. A questo punto, versare lo sciroppo di glucosio in una casseruola e cuocerlo fino a 130°C. Versare il latte molto caldo e la panna , ugualmente molto calda, sullo zucchero e decocuere. Continuare la cottura sul fornello fino a quando il composto si ispessisce leggermente. Togliere il biscuit dal congelatore e versare l'infusione di latte e vaniglia sulla superficie. Stendere in modo regolare e congelare.


A questo punto, la ricetta originale prevede una mousse au chocolat...ma non ho tuorli e albumi pastorizzati. Niente problema. Decido di utiizzare una ganache au chocolat , sempre di Monsieur Perret.


Ganache au chocolat

90 g di cioccolato al 62%
32.5 g di cioccolato al latte al 42%
1 g di gelatina 180 Bloom + 5 g d'acqua
60 g di panna fresca al 35%
60 g di latte intero
10 g di zucchero invertito
12.5 g di burro
10 g di tuorlo
60 g di panna fresca semi-montata al 35%

Idratare la gelatina. Tagliare il cioccolato in piccoli frammenti. Far scaldare fin quasi al bollore il latte con la panna, lo zucchero invertito e il burro. Togliere dal fuoco, aggiungere il tuorlo e immediatamente mescolare con una frusta. Portare alla cottura di 85°C. Setacciare e ancora calda aggiungere la gelatina e versare sul cioccolato. Lasciar fondere e poi mixare. Quando la ganache raggiunge la T di 40°C aggiungere la panna semimontata. A questo punto, versare la ganache in una sac a poche con beccuccio piatto. Prendere lo stampo in silicone prescelto e disegnare a piacere dei motivi con la ganache.Congelare immediatamente.

E veniamo alla mousse Vanille....prevede una crème gastronomique d'E'trez che non ho. Leggo che si tratta di una crème con il 40% di materia grassa...per cui decido di fare la ricetta utilizzando del mascarpone....che ha il 47% di grassi. Avevo anche calcolato i grassi contenuti nei 510 g di crème gastronomique e quanti gr di mascarpone potevano contenere la stessa quantità di grassi ...Ma con quei calcoli avevo paura di ottenere una crema troppo pesante al taglio e allora....
Ecco la mia mousse Vanille.


Mousse Vanille "a modo mio"

8 g di gelatina 180 Bloom + 40 g d'acqua
170 g di panna fresca al 35% di grassi
80 g di mascarpone
98 g di tuorli
69 g di zucchero semolato
220 g di panna fresca semimontata al 35% di grassi
una bacca di vaniglia

Idratare la gelatina con l'acqua indicata. Ammorbidire il mascarpone con un cucchiaio fino a renderlo morbido. Preparare una crema inglese con tuorli e la prima parte di panna ( 170 g) profumandola con l'interno della bacca. Aggiungere la gelatina e mescolare. Far scendere di temperatura e stemperare con la crema inglese il mascarpone. Completare con la panna semimontata.


Preparazione e decorazione

Estrarre l'inserto vanilla dal congelatore. Coppare dei dischi di diametro inferiore di 2 cm al diametro dello stampo utilizzato e rimetterli in congelatore.  
Riprendere gli stampi circolari con la decorazione dal freezer. Colare la mousse alla vaniglia fino a 1/3 di altezza e riporre in congelatore per far prendere una leggera consistenza. Inserire l'inserto e completare ancora con la mousse. Congelare.
Dopo un periodo non inferiore a 12 ore, smodellare e riporre in scatola ermetica in congelatore. Al momento, estrarre il dessert. Coprire la superficie e velare di cioccolato/ burro di cacao  sul bordo con estrema attenzione. E sempre con attenzione velare la superficie di glassa neutra a freddo. 


 Ed eccomi quasi alla fine....

Volevo ritagliarmi dei giorni in cui sperimentare e mettere le tre tecniche a confronto. Dopo l'italiana e la svizzera, chiudo con la meringa francese utilizzando la ricetta di Maurizio Santin.

Forse la prima che ho fatto...

Conclusioni del tutto personali? La spunta sempre di una lunghezza la meringa italiana. Meringa piu' stabile e ferma, gusci piu' lucenti e lisci, assenza di macaronage e anche come collerette mi soddisfa di più...Pero' e' sempre bello riuscire a portare a casa anche altre tecniche...Senza dubbio la francese è piu' veloce come lavorazione ma è più delicata ...ti permette un macaronage veloce ma anche piu' denso di insidie e di pericoli. La svizzera mi pare quasi una via di mezzo ma interessante la possibilità di inserire albumi e zucchero nel micro-onde...
Insomma, in qualsiasi modo si facciano è sempre un'emozione stare davanti al forno i primi 5 minuti ad osservare la nascita della collerette...mai troppo presto e non troppo tardi....
Come farcitura, Santin mi aveva chiesto lamponi, cioccolato e cardamomo. Ma con orrore ho scoperto di non averne più....per cui, di corsa a verificare Diversions Sucrées di Yann Duytsche in che modo potessi far sposare i lamponi. 
Trovato! Lamponi-pomodori-basilico
Ho sperimentato questa associazione di gusti che pare sia piaciuta tanto agli assaggiatori...per cui, ve la propongo...


Macarons Lamponi-Pomodori-Basilico e....Olio d'oliva









Macarons
(ricetta di Maurizio Santin)

125 g di farina di mandorle
225 g di zucchero al velo
120 g di albumi vecchi di almeno un giorno
60 g di zucchero semolato

Setacciare la farina con lo zucchero al velo.
Montare gli albumi, eventualmente aggiungere un po' di succo di limone o una punta di cucchiaino di cremor tartaro.A metà lavorazione aggiungere un cucchiaio di zucchero e poi pian piano la restante parte fino ad ottenere una montatura soda e lucida.
Aggiungere pian piano le polveri nei bianchi e rimescolare con una spatola dall'alto verso il basso raccogliendo anche il composto dalle pareti.L'impasto deve risultare liscio, brillante e formare un nastro ricadendo sulla massa.
Mettere l'impasto in una sac à poche e depositare dei piccoli dischetti da circa 4 cm su un foglio di carta siliconata.Far asciugare per non meno di 30 minuti.Adagiate la placca sopra un’altra identica e infornate a 145°C per 13 minuti.
I tempi di cottura devono essere valutati sul proprio forno e tutte le indicazioni sugli ingredienti date per i macarons con la meringa italiana valgono anche per questi.


Ganache lampone-basilico
( da Diversions Sucrées di Yann Duytsche)

11 g di basilico fresco
250 g di purea di lampone
100 g di zucchero
25 g di sciroppo di glucosio
50 g di acqua
115 g di cioccolato bianco al 35% 
20 g di burro di cacao
37.5 g di olio d'oliva del Garda

Versare la purea di lampone in una ciotola e aggiungere le foglie spezzettate del basilico. Lasciare in infusione in frigo per non meno di 12 ore. L'indomani, passare al setaccio e riportare al peso originario con altra purea.
Fare un caramello fino a 185°C con lo zucchero, il glucosio e l'acqua. Togliere temporaneamente dai fornelli e versare la purea di frutta. Mescolare e riportare alla T di 103°C. Togliere dal fuoco, far scendere la temperatura a 80-85°C.  Versare la purea sul cioccolato fuso e su burro di cacao fuso anch'esso separatamente in altra ciotola.Realizzare una buona emulsione.
Completare con l'aggiunta dell'olio a filo senza provocare la formazione di bolle d'aria. Conservare in frigo con pellicola a contatto. 


Confit di pomodori e lampone al basilico
( liberamente estratta da Diversions Sucrées)

100 g di acqua minerale
200 g di zucchero
25 g di sciroppo di glucosio
2.5 g di sale
10 g di basilico
pomodori q.b.
lamponi q.b.

Preparare lo sciroppo con l'acqua, lo zucchero e lo sciroppo di glucosio. Pulire i pomodori, incidere la parte superiore a croce e tuffarli nell'acqua bollente per 10 secondi. Immergerli in acqua ghiacciata.Tagliarli a spicchi, svuotarli del loro succo e dei semi. Immergerli nello sciroppo. Unire i lamponi. Passare tutto in micro-onde per 50 sec a potenza massima.
A questo punto, io ho variato la ricetta perchè dovevo inserirli al centro dei macarons e volevo una struttura compatta.
Quindi, ho scolato dallo sciroppo e ho versato in casseruola.  Ho aggiunto 10 g di zucchero in cui ho aggiunto l'1.5% di pectina NH.

Preparazione

Farcire metà dei gusci con la ganache.Inserire al centro una nocciola di confit. La decorazione è effettuata spruzzando del colorante verde diluito in una goccia d'acqua.Coprire con pellicola e conservare in frigo per almeno 24 ore.
 Esistono dolci che si preparano per dire che si vuole bene a qualcuno...
Hanno, cioè, uno scopo ben preciso.

Perchè non sempre le parole passano dal cuore alle labbra. 
Si, gli occhi parlano e ci sono tantissimi occhi incapaci di mentire. Ma credo sia comunque bello ascoltare il suono delle parole. Hanno qualcosa di confortante, danno sollievo e gioia, leniscono dolori , invitano alla gioia, a sorridere. E , forse, esistono per questo.

Non sempre si è in grado di usarle. 
Subiscono l'arresto dell' educazione, cultura, delle idee. Delle convenzioni. Di cio' che 2 si puo' dire" e di "quello che non si puo' dire"
Oppure,  piu' semplicemente, nessuno ci ha mai insegnato a usarle. 

E allora, si utilizzano altre strade. Altri modi per "dire" quello che è li, tra cuore e labbra.
La mia strada è stata la Pasticceria. 
Da quando ho potuto comprendere quanto fosse intenso e forte cio' che "passava" per quel dolce costruito con pazienza in ore di solitudine, anche di stanchezza, ma denso di affetto e di "empatia"...è un percorso che non ho mai abbandonato.

Questa crostata...queste crostate sono nate cosi.Per questo motivo.

Ma c'e' una premessa su cui fermarmi.

Durante la mia solitudine in casa, Andrea Tortora ha ideato una rubrica bellissima sulla sua pagina Instagram.Pasticceri in quarantena. 
Gonfia e farcita di preparazioni che dire belle sembra quasi riduttivo.
Una di queste era una "semplice" crostata con confettura.
La frolla è uno dei miei dolci della memoria. Quello che mi riporta indietro. Come fosse una macchina del tempo. Basta solo assaggiarne un pezzo e....

Non avevo la farina utilizzata da Tortora...ne avevo sentito tanto parlare...due miei cari amici la usano da tempo e mi dicono che non riescono ad usare altro, ormai....ma io non l'avevo mai sperimentata. La Dolci e Frolle del Mulino Pasini. Ero riuscita ad acquistare la farina per croissants ...sublime!....
Ma quella per frolla era rimasta li, in un angolo della mente.

Mi do da fare per averla a tutti i costi (non siamo forse tutti cosi?...) ma il molino Pasini legge e mi invia un cofanetto e la Dolci e Frolle era lì.....

E' stato un caso che un amico di mia sorellina abbia visto e quindi scritto che la crostata con confettura era il suo dolce preferito. E allora....E allora, quando le parole non escono, quando si fermano lì, dentro il cuore, continuo a percorrere la mia strada.

Come stamattina.
Prendo il pacchetto, faccio la frolla di Tortora, tiro fuori una buona confettura di albicocche e....
Una per l'amico di mia sorellina ( e, quindi, mio amico anche se lo sarebbe stato comunque), una per lei, una per casa...E anche qualche ciambellina....che erano i dolci preferiti da mio padre e devo dire di avergliene preparate un po'...( avrei voluto avere la possibilità di farne un pacchetto anche per lui, oggi, ma....)

A questo punto..Grazie ad Andrea Tortora per la ricetta. Grazie al Molino Pasini per il regalo...( sto già per contattare il vostro agente di zona....Impossibile pensare di farne a meno da ora in avanti...) . Ho preparato infinite frolle ma una facilità di stesura come questa volta non l'ho mai provata. Dall'inizio all'ultimo pezzo di impasto lavorato. 

Grazie di avermi dato la possibilità di provarla e ....comincio a far spazio in dispensa!

Credete che i destinatari delle crostate capiscono che a loro voglio bene?


Crostata con confettura di albicocche
( da ricetta di Andrea Tortora)









350 g di farina "Dolci e Frolle-Pasini"
160 g di zucchero semolato
200 g di burro
3 g di lievito chimico
1 uovo
1 g di sale
vaniglia qb

Confettura di albicocche qb

Nota: stavolta, ho usato lo  zucchero Zefiro con granulometria piu' fine. Ma solo perchè l'avevo in dispensa ed era lì...Per la confettura di albicocche: comprata alla metro e mi trovo sempre benissimo specialmente per le cotture in forno.

Setacciare due volte la farina con il lievito. Utilizzare uova e burro a temperatura ambiente. Imburrare gli stampi con burro morbido (non in pomata nè fuso)  e spolverizzare di farina. Versare in planetaria il burro. Unire lo zucchero e la polpa di una bacca di vaniglia e mescolare. Aggiungere le uova e il sale. Per ultimo, la metà delle polveri e completare con la seconda parte. Lavorare brevemente a mano sulla spianatois, stendere ad un'altezza di 1 cm, coprire con pellicola/ telo di plastica e riporre in frigo 12 ore. Riprendere la pasta, stenderla all'altezza desiderata e foderare lo stampo. Velare di confettura, ritagliare le strisce della griglia e fermare il bordo con il dorso di una forchetta. Infornare a 160-165 °C fino a cottura completa. ancora calda velare di gelatina neutra.






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