Alcuni anni fa ho avuto la fortuna di conoscere Emmanuele Forcone.

Non sapevo ancora che la fortuna non sarebbe finita lì, in un incontro. Non sapevo ancora che l’avrei incontrato in tre bellissimi corsi di pasticceria e che oltre a inondarmi di dolci e creazioni di cioccolato e di zucchero , mi avrebbe fatto tornare a casa con molto di piu’.

Emmanuele Forcone.

Quando lo vedo campeggiare nelle pagine di So Good ho difficoltà a pensare che io, questo Campione del Mondo di Pasticceria con medaglia d’argento nel 2011 e medaglia d’oro nel 2015, l’ho realmente incontrato.

Le classiche mani d’oro.
Che sia zucchero o cioccolato poco importa. Dalle dita gli esce energia pura, magia inspiegabile, quella che non ha spiegazioni, che non trova raziocinio e motivazioni a tavolino. 

Creatività e genialità.
Disciplina e metodo. Rigore e perfezionismo.
 E quando non riesci più a smettere di ridere per i racconti con cui ti investe ogni due per tre......basta uno sguardo che ti metti subito seduta al banco ....muta e a testa bassa....come fossi in prima elementare.

Imprevedibile. Genuino. 
Capace di mangiarsi meta’ torta al cioccolato fatta da sua moglie e di sostenere che “ cavoli, guardate che torte così buone io ne mangio poche”...e capisci che e’ proprio cosi, a dispetto di tutte le meraviglie mangiate e fatte e viste fare in tutti i concorsi del mondo.

Lo conoscono tutti. 
E l’ammirazione che hanno per lui l’ho vista di persona, sia che provenisse da grandi Patissiers francesi che dallo sconosciuto signore dell’edicola sul boulevard de la Madeleine....

Succede a pochi.
E per questo ormai le sue gambe allungate a fianco dei bagagli in sala d’attesa tra un imbarco e l’ altro sono diventate una consuetudine. E ogni volta, ogni viaggio, ogni corso sono certa sia unico. Perché Forcone e’ cosi. Può arrivare in un semisconosciuto paese della Sardegna nel cuore della notte sbarcato da un paese straniero in capo al mondo ......ma la mattina e’ li....pronto a lavorare per tutto il giorno in una incredibile condivisione e partecipazione.

Noi, qui sull’isola, abbiamo per lui una venerazione. Gli vogliamo proprio bene e lo stimiamo proprio veramente oltre al fatto che lui sia "Forcone."
E quando l’ ultimo giorno di corso a marzo e’ finito, siamo riusciti a includerci nella sua preziosissima e stracolma agenda e non vediamo l’ora che ritorni l’ autunno.....

Ovviamente questo cake e’ una favola. Letto prima su So Good in una versione alle amarene e poi rivisto fatto da lui in una splendida interpretazione cubettata.
Avevamo parlato di questa idea di vestire il cake in sfere farcite ma solo adesso ho trovato tempo e stampo....

Grazie, Forcone!
Ti aspettiamo...ma lo sai, vero?


Morbidone Gianduja e arancia

 (da una creazione di Emmanuele Forcone e composta di lampone di Karim Bourgi)







per il cake

230 g di burro morbido a T.A.
50 g di pasta d'arancia candita
75 g di sciroppo di glucosio
140 g di zucchero al velo setacciato
100 g di gianduja ( oppure di cioccolato al latte 36%)
30 g di cacao amaro setacciato
200 g di uova intere a T.A.
150 g di farina 00 debole
80 g di fecola
120 g di farina di nocciole
10 g di lievito in polvere
65 g di succo d'arancia
180 g di arancia candita in cubetti piccoli
un pizzico di sale

Versare in planetaria il burro con lo zucchero, lo sciroppo di glucosio, la pasta d'arancia. Mescolare con lo scudo senza inglobare troppa aria fino ad ottenere un composto ben omogeneo. Aggiungere il cioccolato fuso a 40-45°C e il cacao in polvere. Non montare ma solo amalgamare; quindi, aggiungere le uova uno per volta. Inserire la farina di nocciole e le polveri ( farina, fecola, lievito, il sale) ben setacciate. Unire il succo d'arancia ai cubetti e unirli all'impasto.
Quando l'impasto è pronto tenerlo da parte alcuni minuti prima di modellare in stampi.


Bagna al Grand Marnier

225 g d'acqua
200 g di zucchero semolato
75 g di Grand Marnier

Bagnare lo zucchero con l'acqua e portarlo al bollore in modo che lo zucchero sia ben sciolto. Farlo raffreddare completamente prima di aggiungere il Gran Marnier.


Composta di lamponi
( da una preparazione di Karim Bourgi)

300 g di purea di lamponi
150 g di zucchero semolato
45 g di sciroppo di glucosio
30 g di zucchero semolato
3.5 g di pectina NH 
4.0 g di pectina gialla
3 g di acido citrico 1:1

Riscaldare la purea di lamponi a 40°C. Aggiungere le pectine addizionate ai 30 g di zucchero e unirle alla purea. Sciogliere bene prima di aggiungere i 150 g di zucchero e lo sciroppo di glucosio. Far prendere il bollore fino a raggiungere 101°C. Colare in stampi in silicone molto velocemente e raffreddare.

Preparazione

Per le sfere: riempire le sfere a meta' con l'impasto. Inserire una semisfera di composta, chiuedere lo stampo e colare altro composto fino a raggiungere un'altezza pari ai 3/4 dello stampo. Infornare a 170°C per circa 15-20 minuti. Far raffreddare in frigo e quindi aprire lo stampo. Semicongelare le sfere e poi bagnarle velocemente con la bagna. In questo caso, da semicongelate le ho tuffate in una glassa Rocher fatta con burro di cacao e Inspiration Framboise Valrhona.
Per il cake: solita procedura con colaggio di impasto per circa 3 cm, quindi, inserimento di un rettangolo di composta e a seguire altro impasto fino a circa 3/4 di altezza. Cottura a 170°C per circa 35 minuti. In tal caso ho spennellato di bagna il cake e a seguire glassaggio con glassa rocher.
Decorazione con lamponi freschi e dischi di cioccolato Inspiration Framboise.


Lo sapevo da giorni che per questa domenica avrei fatto un'altra glassa.

Magari, il dolce sarebbe stato proprio un piccolo dolce. Di quelli possibilmente da estrarre dal mio affettuoso congelatore e poi semplicemente glassare...

La volevo rossa. 
Che questo colore mi accompagna fin da piccola... mia madre non si truccava mai...niente ombretti, niente mascara, niente fondo tinta...nulla di nulla. 
Ma ci teneva in modo particolare alle mani. E tutte le sere della domenica, era questo che faceva. Un velo di crema sulle mani bianche. Tutti i piccoli attrezzi sul bordo del tavolo e poi arrivava il magico momento in cui stendeva lentamente una riga di smalto rosso brillante.
Sempre e solo rosso.
Che lei si ostinava a chiamare Rosso Carminio.

Le guardavo le mani e mi parevano bellissime. 
Io, con le mani piccole e dalle unghie inesistenti, guardavo le sue e le immaginavo, l'indomani,  redigere fogli e fogli di cifre e calcoli.
Sono certa che le persone allo sportello non potevano che esserne prese e rapite da quel colore cosi lucido e intenso.

Di tutto questo mi è rimasto il ricordo. E non sembri strano che su molte cose di cui mi circondo ci sia uno sbaffo di  rosso: sulla planetaria bianca, sui quaderni di cucina, sugli appunti da prendere al volo...

Oggi, in questa giornata dedicata alle madri, non sembri strano che uno sbaffo di rosso l'abbia catturato in giorni di attesa e l'abbia fatto cadere cosi, dall'alto come se uno sguardo ...da chissà dove e chissà in che modo....possa  posarsi  su di esso. 

E farmi arrivare uno svolazzare leggero di mani sorridenti.










Glassa Red Passion( da una preparazione di Karim Bourgi)



50 g di acqua
200 g di zucchero semolato
75 g di glucosio in polvere
100 g di panna al 35% di grassi
37 g di latte scremato in polvere
7 g di gelatina 150-160 Bloom
35 g d'acqua di idratazione della gelatina
50 g di Absolu Cristal
30 g di olio di riso oppure neutro
colorante rosso in polvere q.b.



Idratare la gelatina con l'acqua indicata. Quindi, scaldare brevemente al micro-onde. Versare in una casseruola l'acqua, lo zucchero e il glucosio. Portare alla T di 110°C. Idratare il latte in polvere con la panna calda e aggiungerlo allo sciroppo di zucchero. Mescolare bene con una frusta. Togliere dal fornello e aggiungere la gelatina  calda e l'Absolu Cristal . Versare la glassa in un cilindro e mixare con un minipimer ad immersione. Completare con l'olio e una punta di colore rosso. Per rendere piu' intenso il rosso, consiglio di aggiungere una punta microscopica di colore nero. 
Passare la glassa al setaccio, coprire con pellicola a contatto e conservare in frigo per un'intera notte. 
Al momento, scaldare la glassa nella quantità desiderata, setacciarla ancora e versare sul dolce congelato.
La restante glassa puo' essere congelata e conservata -20°C.



Nota:

Grazie di cuore al team della Silikomart per gli stampi. Ce ne sono di cosi belli che pur avuti da tempo rimangono sempre nel mio cuore...come questi cuoricini e questo stampino a ciambella...che uso spesso e sempre con grande gioia!

Il secondo grazie a Peroni snc
Spesso mi servono delle cose per le mie idee balzane e trovo in loro sempre grande disponibilità a trovarmele!


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